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  • 19 Novembre 2025
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Le tecnologie digitali si stanno evolvendo a un ritmo estremamente veloce, permeando ormai quasi tutti gli aspetti della società, dell’economia e della vita quotidiana. Nell’epoca della grande rivoluzione digitale, piattaforme e tecnologie evolvono con velocità crescente: dalla telemedicina al telelavoro, dall’e commerce all’e learning, Internet e i sistemi di intelligenza artificiale ridefiniscono modelli di business e interazioni sociali.

Nonostante i recenti progressi, 2,6 miliardi di persone restano senza connessione, mentre l’accesso e l’utilizzo di tecnologie come internet e l’intelligenza artificiale continuano a essere fortemente divergenti, una disparità che ha un nome chiaro: digital divide.

A livello globale, i Paesi in via di sviluppo continuano a rimanere indietro nell’accesso a internet e nell’adozione delle nuove tecnologie: nei Paesi a basso e medio-basso reddito, solamente il 27% e il 53% della popolazione ha, rispettivamente, accesso a Internet, rispetto all’80% ed al 93% dei Paesi a medio-alto ed alto reddito. Inoltre, all’interno dei singoli Paesi, emergono disparità significative nei livelli di digitalizzazione tra aree urbane e rurali, spesso causate da limiti infrastrutturali. Le disuguaglianze sociali rischiano di esacerbare queste problematiche, colpendo in particolare specifici gruppi, come donne e giovani, che sono più esposti al divario digitale. Nei Paesi a basso reddito, ad esempio, il 90% delle ragazze adolescenti e delle giovani donne (dai 15 ai 24 anni) rimane offline, rispetto al 78% dei loro coetanei maschi.

Gli impatti di queste disparità sono profondi. Da un punto di vista sociale, bassi livelli di formazione digitale possono portare a minori opportunità di lavoro e carriera. In ambito sanitario, in assenza di servizi digitali i pazienti in aree rurali e nei Paesi in via di sviluppo rischiano di essere esclusi dalle cure di base. Una limitata digitalizzazione può frenare la crescita economica: un aumento del 10% nella diffusione della banda larga mobile può infatti essere associato a un incremento del PIL pro-capite dell’1,5-1,6%. Una minor adozione delle tecnologie digitali può anche ostacolare l’inclusione finanziaria e limitare l’accesso al credito per gli imprenditori, riducendo al contempo gli investimenti esteri fino all’8%. Infine, le disuguaglianze digitali possono avere significative implicazioni politiche, da una minor partecipazione civica a possibili interferenze nei processi democratici.

Colmare il digital divide non è solo una sfida tecnologica. È essenziale per promuovere l’uguaglianza economica, l’inclusione sociale e la partecipazione politica, contribuendo alla costruzione di un futuro più prospero per tutti.

Le tecnologie digitali stanno evolvendo rapidamente, trasformando le economie, le società e la vita quotidiana delle persone. La diffusione di Internet continua a crescere, passando dal 65% nel 2023 al 68% odierno. Tuttavia, nonostante questi progressi, come anzidetto, circa un terzo della popolazione mondiale, per lo più nei Paesi a basso e medio-basso reddito risultano ancora offline ad oggi. Questo persistente digital divide riflette profonde disuguaglianze nell’accesso a Internet, all’intelligenza artificiale (IA) e ad altre tecnologie emergenti, accentuando le disparità tra Paesi, tra aree urbane e rurali e tra diversi gruppi sociali, con implicazioni significative da un punto di vista socioeconomico e politico.

Il divario digitale: un ostacolo all’equità sociale

Il divario digitale e l’accesso limitato all’istruzione e alla formazione hanno un impatto significativo anche sull’occupazione, con milioni di persone che rischiano di essere escluse dalle opportunità di lavoro emergenti. Con l’evoluzione del mercato del lavoro, le competenze digitali stanno diventando essenziali in quasi tutti i settori: il World Economic Forum prevede che entro il 2030 quasi il 40% delle competenze odierne diventerà obsoleto e il 60% dei lavoratori avrà bisogno di riqualificarsi.

I gruppi più vulnerabili, come giovani e donne, sono particolarmente esposti. Le ragazze hanno il 35% di probabilità in meno rispetto ai loro coetanei maschi di acquisire competenze digitali. Le disparità di genere pongono le ragazze e le giovani donne in una posizione di svantaggio per quanto riguarda l’uso di Internet, le opportunità di lavoro e l’accesso ai servizi essenziali, aggravando le disuguaglianze e perpetuando le lacune nel mercato del lavoro. Di conseguenza, le donne restano sottorappresentate nei ruoli legati alla tecnologia e all’intelligenza artificiale, limitando l’innovazione e la diversità di pensiero. In assenza di un contributo significativo da parte delle donne, l’IA può perpetuare o addirittura amplificare la discriminazione e riflettere pregiudizi inconsci, oltre a rafforzare gli stereotipi di genere. Le donne, in particolare, svolgono un ruolo fondamentale nell’agricoltura globale, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove il settore rappresenta una parte importante dell’economia e dove producono fino all’80% del cibo. Allo stesso tempo, la mancanza di accesso alle risorse tecnologiche può impedire loro di beneficiare pienamente dei progressi in ambito agritech, ostacolando lo sviluppo del settore agricolo di questi Paesi in generale.

Il divario digitale riguarda anche il settore sanitario, dove la digitalizzazione sta rivoluzionando l’assistenza ai pazienti nelle cliniche, negli ospedali e a domicilio. L’accesso alla sanità digitale è scarso, in quanto alcuni Paesi non dispongono di sistemi strutturati, limitando la capacità di fornire consultazioni mediche a distanza, cartelle cliniche elettroniche e diagnosi basate sull’intelligenza artificiale. Anche nei Paesi con servizi avanzati di sanità digitale, le barriere di alfabetizzazione impediscono a molti di beneficiare pienamente di questi progressi. Sebbene oltre il 70% dei Paesi disponga di strategie per la salute digitale, molti di essi non dispongono di finanziamenti, framework standardizzati e governance coesa, limitandone l’efficacia.

Il divario digitale: un ostacolo all’equità economica

Una limitata adozione del digitale può ostacolare il progresso e rallentare la crescita economica. L’accesso alla banda larga svolge un ruolo cruciale nello sviluppo economico, e diversi studi collegano una maggiore diffusione della banda larga a un aumento del PIL.

D’altra parte, la mancanza di servizi finanziari digitali può portare all’esclusione finanziaria, limitando l’accesso al credito, l’imprenditorialità e la crescita del reddito. I Paesi a basso e medio reddito che non dispongono di un’adeguata infrastruttura pubblica digitale per i servizi finanziari potrebbero perdere l’opportunità di una crescita del PIL più rapida del 20-33% nei prossimi anni. Tali infrastrutture vanno anche a vantaggio delle imprese, in particolare delle PMI: i servizi finanziari digitali potrebbero contribuire a colmare le lacune di capitale, ampliando l’accesso ai finanziamenti per 19 milioni di PMI entro il 2030.

I dati dimostrano che i governi che fanno leva sulle soluzioni digitali attraggono anche più investimenti. I Paesi in via di sviluppo che offrono servizi online, sia come portale informativo che all’interno di uno sportello unico (un portale transazionale in cui la registrazione delle imprese o la concessione di licenze può essere effettuata online) registrano, in media, un aumento dell’8% degli afflussi di investimenti diretti esteri. Questi servizi online aumentano anche i tassi di registrazione delle imprese, con effetti positivi soprattutto per le donne, i giovani imprenditori e le persone che vivono al di fuori delle aree urbane gruppi colpiti in modo sproporzionato dal divario digitale.

Il divario digitale: un ostacolo all’equità politica

Ricerche, dati e casi studio dimostrano che il superamento del divario digitale non riguarda solo la sfera tecnologica. È un fattore chiave per promuovere l’uguaglianza economica, l’inclusione sociale e chiaramente la partecipazione politica. Senza investimenti strategici in infrastrutture, alfabetizzazione digitale e sicurezza informatica, le disparità continueranno ad aumentare, limitando il potenziale economico globale e incrementando le disuguaglianze sociali.

Fwa la tecnologia per abbattere il digital divide

Negli anni recenti, in Italia, le offerte commerciali sullFwa (fixed wireless access) hanno permesso di ampliare la copertura broadband usando una tecnologia che unisce connessione wireless e fissa. L’Fwa sfrutta, infatti, stazioni base (ripetitori) che trasmettono il segnale a una parabola installata presso l’utente, offrendo un’alternativa alle reti cablate.

Queste caratteristiche stanno rendendo l’Fwa particolarmente vantaggioso per servire le aree in digital divide, dove far arrivare direttamente la fibra ottica o la copertura della rete mobile tradizionale sarebbe impraticabile per ragioni logistiche o tanto costosa da non giustificare l’investimento per gli operatori.

Secondo i dati dell’ultimo osservatorio Agcom, l’Fwa rappresenta in Italia l’11,4% delle connessioni da rete fissa, dato in continuo incremento.

L’impegno di Eolo in Italia nella riduzione del digital divide

Ruolo fondamentale nello sviluppo di questa tecnologia a livello nazionale lo svolge sin dalla sua fondazione la società Eolo Spa.

Venticinque anni spesi ad investire nell’innovazione tecnologica al servizio della riduzione del digital divide. Questa è la storia di Eolo, società di Tlc nata nel 1999, che in un lasso di tempo relativamente breve è diventata un leader nel campo della banda ultra-larga per il mercato residenziale e delle imprese attraverso una rete che attraversa il territorio nazionale basata sulla tecnologia  Fwa 5G.

E’ di questi giorni la notizia del raggiungimento di un prestigioso obiettivo: il lancio del nuovo servizio Fwa 5G a 1 Gbps. L’azienda di telecomunicazioni ha sviluppato una nuova infrastruttura di rete in grado di offrire prestazioni paragonabili alla fibra ottica e di gestire volumi di traffico elevati con stabilità e sicurezza. Un traguardo raggiunto grazie a un design infrastrutturale unico a livello nazionale e internazionale, che permette di sfruttare la banda di frequenze a 26 GHz e di portare per la prima volta una tecnologia di rete fissa FWA a prestazioni che garantiscono gli standard europei per le reti VHCN (Very High Capacity Network). Un risultato che, fino a oggi, era stato considerato raggiungibile dalla sola tecnologia in fibra FTTH.

Non c’è dubbio che la storia di Eolo sia quella di una idea imprenditoriale di successo. Il gruppo è oggi in salute, le sue attività si espandono e il suo business riesce ad intercettare le esigenze di una platea sempre più vasta di utenti. L’impegno degli azionisti è tale da garantire le risorse necessarie al futuro sviluppo dell’azienda che potrà passare per la crescita interna o attraverso futuri accordi da stringere, oltre a quelli già sottoscritti, con le altre aziende che operano sul 5G.

Telecomunicazioni e positivo impatto sociale a vantaggio del territorio nel quale si opera: Eolo è un chiaro esempio di quanto questo binomio possa essere un valore e un esempio da seguire.

Superare il digital divide è una sfida che richiede un approccio integrato: investimenti significativi in infrastrutture ad alta capacità, programmi capillari di alfabetizzazione digitale, incentivi mirati per il settore privato e politiche pubbliche coraggiose. Per rendere efficaci queste azioni, è fondamentale una volontà condivisa a livello socio-politico e un coordinamento sinergico tra istituzioni, Business community, mondo associativo e realtà accademiche e di ricerca, guidati dagli organismi istituzionali internazionali. Solo così sarà possibile trasformare la tecnologia da fattore di divisione a strumento di equità, inclusione e democrazia partecipativa, gettando le basi per un futuro più prospero anche per quei Paesi che ancora restano ai margini della rivoluzione digitale.

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